Jo, Louise, Greta e Lady Bird.

Questi i nomi delle protagoniste di questo  articolo. Un omaggio al film Piccole Donne (2019), alla sua regista Greta Gerwig, alla protagonista del suo primo film Lady Bird e alla scrittrice Louise M. Alcott, autrice di romanzi che continuano a parlare ad un pubblico fatto non solo di donne.


L’illustratrice Charlotte Le Bleu ha realizzato per noi questa rivisitazione di una delle scene più significative del film Piccole Donne  di Greta Gerwig .

Siamo rimaste affascinate dallo stile di Charlotte, al secolo Carlotta Sangaleti, giovane artista ligure che vive di fronte al mare e che ne riporta la luce e il calore in ogni sua opera.

Sarà per questo che Carlotta alla  richiesta di realizzare una illustrazione ha scelto proprio una scena che si svolge sulla spiaggia!

Per poterla ammirare in tutto il suo splendore toccherà aspettare la prossima pubblicazione  cartacea di L’ALTRAMETA, arricchita dalle illustrazioni di tutte le sorelle March.

Questo articolo nato per la versione cartacea, qui nel blog si arricchisce di tutti i link per ispirarsi, approfondire e calarsi nelle atmosfere dei film della regista Greta Gerwig che precedono la settima  trasposizione cinematografica dei romanzi di Louisa May Alcott.

Forse più di qualche volta sembrerà che ci si perda in infiniti rivoli di citazioni musicali, cinematografiche, letterarie e storiche.

Ma, come dire, tutto alla fine avrà un senso.

Jo, Louise, Greta e Lady Bird, dicevamo.

Alcuni articoli molto interessanti di critica cinematografica portano la firma di autori uomini che non hanno potuto fare a meno di esprimere il loro parere riguardo all’ultima versione di Piccole Donne, un film che ha saputo coinvolgere un pubblico di diverse generazioni sia maschile che femminile.

Merito anche di Greta Gerwig, regista e attrice 36enne, da sempre protagonista  e sceneggiatrice di pellicole indipendenti,  che con questo film è divenuta una delle cinque donne in tutta la storia dell’Academy ad aver ricevuto la candidatura all’Oscar. 

Del resto, la nostra Greta aveva già fatto molto parlare di sé con il suo film di esordio Lady Bird, nome della protagonista, la cui vicenda non può lasciare indifferente chiunque abbia vissuto un periodo più o meno lungo della propria esistenza  in forte conflittualità con la figura materna (se non con l’intera propria famiglia di origine).

Lady Bird è interpretata dalla stessa Saoirse Ronan che ritroveremo nel ruolo di Jo March in Piccole Donne.

Anche se l’epoca di ambientazione è il 2003, questo  film ha molto in comune con Piccole Donne.

Se siete abbastanza grandi per aver vissuto i primi anni 2000 da adolescenti, non potrete fare a meno di avere  nostalgia  guardando la scena in cui Hand in my pocket di Alanis Morissette fa da sfondo ad un dialogo in auto tra Lady Bird e suo padre, e il suono proviene da un’ autoradio gracchiante.

Ma torniamo a  Lady Bird e i suoi quasi 18 anni:

le sue scoperte, o meglio, le sue esplorazioni in ambito sentimentale e non solo, il suo disagio fra l’essere (sebbene inconsapevolmente) orgogliosa delle propria famiglia e, al contempo, il desiderare una vita dal “lato giusto” della strada, quello dove vivono le famiglie borghesi e cattoliche proprietarie di case rivestite di assi azzurre con tanto di Union Jack sventolante in giardino. 

Da questo disagio nascerà il suo desiderio di andare oltre quel futuro immaginato dalla madre che la vorrebbe iscritta al college più vicino a casa e di serie “B”, mentre lei, di nascosto, studia per superare le prove di ammissione per frequentare il college a New York.

Città dove approderà andando contro a quella madre fiera e coraggiosa grazie alla quale, però, la stessa Lady Bird si trasforma in una giovane donna guerriera e avversa alle convenzioni.

Esattamente come Jo!

È proprio questa la magia di cui la regista Greta Gerwig è artefice: portare sullo schermo vicende ambientate in periodi diversissimi fra loro rendendole “contemporanee” perché porta in scena dinamiche e situazioni che sembrano appartenere a tutte le età, le epoche, le generazioni.

L’eterno conflitto generazionale per  realizzare compiutamente il proprio ideale di felicità messo in discussione dalla visione della vita della famiglia di origine.

Qui, si celebra il sacrosanto diritto di ogni essere umano di rincorrere i propri sogni sentendosi allo stesso tempo, sostenuto dai legami con la propria famiglia.

In Piccole Donne e in Lady Bird sono proprio le madri ad avere in loro il germe di quella stessa rivoluzione contro le convenzioni che  anche le figlie si impegneranno  a portare avanti successivamente.

Infatti, nel primo caso, c’è una madre, che tiene in piedi la famiglia mentre il marito è al fronte; nel secondo, la figura materna è un’infermiera che mantiene il proprio nucleo familiare perché il marito viene licenziato ad un passo dalla pensione ed è profondamente depresso.

Le sorelle March aspirano ognuna  ad una felicità del tutto diversa l’una dall’altra.

Jo si vede felice solo come scrittrice affermata e dileggia la sorella Amy che sembra desiderare una felicità fatta di pizzi, merletti e vita agiata da donna sposata con un uomo benestante.

Ma Greta Gerwig fa dire a  Meg che ognuno ha il diritto di desiderare la felicità che più gli appartiene.

Il matrimonio: il punto nodale di Piccole Donne.

Quello sul quale la critica cinematografica si è abbattuta per così dire.

In molti hanno visto la scelta di Greta Gerwig di “accettare” l’happy ending che vede Jo sposata al professore di tedesco, come una sorta di sconfitta visto che, per tutto il film, Jo ripete quanto le sembri ridicola una società che consideri l’Amore come l’unica cosa per la quale le donne sono adatte


.Riguardo a questo argomento probabilmente ci saranno sempre due fazioni l’una opposta all’altra, nei secoli a venire :

Il team #Josisposaperamore versus #JodovevasposareLaurie, se solo Laurie avesse saputo aspettarla e accettarla.

Quello che invece sembra saper fare il professore di Tedesco, che non le risparmia critiche e che la sprona a non abbandonare i suoi sogni di ribelle e scrittrice “visionaria”.

Forse la risposta è in una delle scene del film in cui Jo discute con l’editore che le impone di far sposare la protagonista del suo libro se vuole che la sua opera venga pubblicata e pagata.

E quindi anche Greta Gerwig ha “dovuto” rispettare questo finale.

Comunque la pensiate, e a qualsiasi dei due team apparteniate, Timothy Chamalet è forse il vero motivo per il quale ai botteghini dei cinema si sono presentate tante coppie  di mamme e figlie .

Nella versione del 1994 fatichiamo a ricordare chi fosse l’interprete del ruolo di Laurie quindi appare superfluo un confronto.

mentre  per le altre interpreti potremmo aprire un confronto :

Meglio la Jo interpretata da  Saoirse Ronan  o quella interpretata da Winona Ryder  ?

Laura Dern  come mamma o Susan Sarandon ?

E che dire di Amy che nel film del 1994 era interpretata da Kirsten Dunst  ? Da Amy a Maria Antonietta è stato veramente un attimo ….

Ed infine l’ultima domanda.

Ma perché ci piace ancora così tanto questa storia scritta nel 1865?

Non esiste un unica risposta perché ogni donna ne avrà una.

 

————————————————fine——————————————————————————

 NOTE 

Come avrete notato, nei nomi delle protagoniste ci sono direttamente i link in Wikipedia così da visualizzare velocemente biografie e filmografie.

Alcune curiosità e suggerimenti

*Greta Gerwig è nata a Sacramento come Lady Bird e sua madre si chiama Christine ed era infermiera.

Fra i film dei quali è protagonista suggeriamo:

Il film Frances Ha  ha  una straordinaria colonna sonora molto anni 90 ed è il film perfetto se la Danza e le amicizie sono il fulcro della vostra esistenza

In questo piccolo estratto, c’è una definizione di cosa Frances vorrebbe da una relazione….

Mentre Il piano di Maggie – A cosa servono gli uomini di Rebecca Miller, è il film giusto se siete single e riguardo al tema della maternità percepite una certa pressione sociale.

 

*Riguardo alla canzone Hand in My Pocket , secondo Spotify ha un testo “explicit” ma ancora non si è capito il perché. Avrebbe dovuto essere la sigla  della serie televisiva ” Dawson’s Creek”, ma la stessa Alanis Morisette ad un certo punto ritirò il permesso. Probabilmente aveva visto un episodio e non voleva confondersi con certa paccottiglia che ahimè/ahinoi, hanno funestato l’adolescenza di molti.

 

 

Se desiderate leggere alcuni articoli, molto più seri di quello che avete appena terminato,  ecco una serie di link:

Richard Brody nel ” The New Yorker” 

Tommaso Pincio in Antinomie.it

Francesca Sirtori in TomShow.it

E se ancora a qualcuno fosse rimasto il dubbio che questo film così come il libro, narri di piccole cose fra amiche/sorelle, Giulia Siviero ne “Il Post”   riporta l’autorevole opinione della filosofa Luisa Muraro oltre a sviscerare la potenza e la forza del lavoro di Greta Gerwig insieme a quello di Louisa May Alcott.

 

 

L’ALTRAMETA.

 

 

Se siete arrivati fino a qui, meritate un premio.

Scriveteci una mail e vi invieremo il pdf del colouring da scaricare e stampare in formato A4!

 

 

 

 

 

 

 

 

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